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Fuoco sacro

   È sempre difficile raccontare di Akhenaton. Su di lui sono stati versati i classici fiumi di inchiostro, alcuni lo hanno elogiato, altri denigrato. Le sue anomalie fisiche sono state soggette ad accurate analisi post mortem, il suo operato è stato interpretato e reinterpretato. È stato considerato il primo monarca illuminato della storia, ma anche un materialista, un degenerato, un pazzo omosessuale.....
   Ma chi era veramente Akhenaton? Non saremo certo noi rispondere a questa domanda; sono talmente tante le opinioni su questo singolare faraone del Nuovo Regno che non è facile districarsi e venirne fuori. Ci limiteremo allora ai fatti, permettendoci soltanto l’aggiunta di qualche piccolo commento personale, senza pretese per carità, ma che magari potrà servire, ci auguriamo, a destare una certa curiosità, più che a rispondere ad annosi interrogativi storici.
   Akhenaton è un faraone della XVIII dinastia; il suo regno dura 18 anni, dal 1353 al 1335 a.C., e rappresenta di fatto un’enigmatica eccezione nella storia Egiziana.
   Akhenaton è il famoso faraone eretico, il fondatore, assieme alla splendida moglie Nefertiti, di quella che molti studiosi considerano la prima religione monoteistica della storia.
   Sotto di lui si abbandona la vecchia capitale, Tebe, con i suoi dei, i sacerdoti e gli splendidi templi, per fondare una nuova città e una nuova religione, nella zona oggi nota come Tell el-Amarna. Qui viene abbattuta la complessa gerarchia dei neterw e istituito il culto dell’aton, il disco del sole, incarnazione dell’essenza divina. Akhenaton non “inventò” il culto di Aton (che, come è testimoniato da fonti precedenti, era già venerato in Egitto), ma lo esaltò al di sopra di tutti gli altri neterw, ponendolo ben al di sopra anche di Ammone, principale divinità tebana. Alcuni hanno voluto vedere in questo fatto un tentativo di instaurare il monoteismo in un paese politeista e dominato dai sacerdoti, cosa che peraltro avvenne nel periodo del suo regno. È facile immaginare che un tal gesto non sia stato visto di buon occhio dalla classe sacerdotale, specialmente quella di Tebe, che si trovava così esautorata di buona parte dei propri poteri.

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   La nuova città fu chiamata Akhetaton, orizzonte del disco solare, e rappresentò la nuova capitale per circa 14 anni. Anche la scelta di questo luogo rappresenta di per sè un mistero; la regione di Tell el-Amarna è infatti arida e, eccezion fatta per alcuni wadi che interrompono qua e là le alte rupi, inospitale. Ancora una volta in molti si sono sbizzarriti con le più disparate ipotesi, e si è così parlato di non meglio precisate “ragioni politiche” come di pura e semplice pazzia del faraone, fino ad arrivare a tesi più complicate, che vedrebbero Akhetaton come l’esatto centro geografico dell’Egitto.
   Ma Akhenaton non si limitò solamente a sconvolgere il culto. Da tempo immemorabile le sepolture erano collocate sulla riva occidentale del Nilo, in accordo simbolico con il tramontare del sole. Sotto Akhenaton, le sepolture ebbero luogo sulla riva orientale. Anche l’arte prende una nuova direzione; le spesso rigide forme regali, impersonali e canoniche vennero sostituite da rappresentazioni fluide e plastiche, con le loro composizioni rivoluzionarie e i tratti esagerati. Tra le innumerevoli novità introdotte nell’arte, ci piace sottolineare che il faraone appare sempre rappresentato con dei tratti somatici del tutto peculiari; volto allungato e quasi serpentino, cranio dolicocefalo, addome pronunciato e braccia molto esili, solo per citare i più evidenti. Di particolare interesse è la spiccata androginia che trapela da molti ritratti del faraone.


   Evidenza reale o simbolo, ci domandiamo? Difficile rispondere, ma resta comunque il fatto che l’androginia è un concetto antico, indicante, secondo la Tradizione, la perfezione primordiale che l’uomo, in quanto essere vivente, godeva nel paradiso prima di precipitare nel caos della materia e delle emozioni e prima che la sua esistenza fose sdoppiata nei due sessi, maschile e femminile. Ottenere l’androginia vuol dire riunificare le forze primordiali di maschile e femminile in un solo essere e riunificare così i due opposti, nella perfezione della completezza. Alchemicamente questo concetto è rappresentato dal “Rebis”, un essere con due teste, una di re e una di regina, mentre classicamente questo concetto era rappresentato dal mitico “Giano bifronte”. L’androginia è trattata anche negli apocrifi, o più precisamente negli scritti di Nag Hammadi, che solo recentemente, vista la “giovinezza” del loro ritrovamento, sono entrati a far parte del corpus degli apocrifi.

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   Anche la forma del cranio e gli occhi grandi e serpentini fanno sorgere interessanti domande su chi veramente fosse Akhenaton. Ma, come accennato all’inizio di questo nostro breve viaggio nell’antico Egitto, lasciamo a chi è interessato il compito di approfondire questi temi.
   L’arte Amarniana, così chiamata dal nome della zona scelta dal faraone per la sua città, difficilmente lascia indifferenti, ma, a differenza della grande piramide o della sfinge, alle quali gran parte delle persone reagisce in modo simile, essa provoca emozioni forti ma contrastanti. Non ci stupiamo; infatti, come ormai apparirà chiaro, la completa duplicità e mancanza di uniformità nel giudizio è peculiare di tutta la vicenda di Akhenaton, ed è difficile trovare qualcosa, se non forse le date del suo regno, che sia unanimamente accettato, certamente anche a causa delle scarse notizie di cui siamo in possesso circa la sua vita privata.
   Dopo la morte di Akhenaton la nuova capitale fu abbandonata pressochè immediatamente; i templi dedicati ad Aton furono sconsacrati e i sacerdoti di Karnak ripresero nuovamente il controllo della religione, facendo di tutto per cancellare ogni traccia della nuova religione propugnata dal faraone eretico. Akhetaton cadde in rovina e le pietre dei templi e dei palazzi furono utilizzate per costruire Hermopolis e altre città.
   Il successore di Akhenaton fu Tutankhamon.... ma questa è un’altra storia.


Il testo è stato redatto dal nostro amico Upuaut
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